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By: Anita Nuzzi Acceso: Giugno 6, 2023 In: newsblog Comments: 0

 

 

 

Il punto si può considerare l’elemento principale del linguaggio grafico. Nella sua semplicità ha infinite potenzialità espressive: può variare nella forma, nelle dimensioni, nel colore. Al variare della sua posizione e del suo addensamento nello spazio di un foglio un punto può dare vita concettualmente e visivamente a significati diversi.

“Il punto è l’elemento originario della pittura” diceva a ragione Vasilij Kandinskij.

Il puntinismo è una corrente artistica che si sviluppa tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, all’interno del movimento neoimpressionista, e fa del punto l’elemento centrale dell’opera d’arte. In opere di questo tipo non esistono linee di contorno a definire le immagini in quanto le forme sono profilate dalla tessitura e dalla concentrazione dei puntini rappresentati.

L’utilizza del colore è realizzato con estrema precisione, accostando i colori tra di loro sulla tela e non mescolandoli sulla tavolozza in modo che la retina riesca a riconoscerli, nello specifico per colori complementari.

Il più noto esponente del puntinismo è Georges Seurat (1859-1891), che usa pennellate più larghe, a zone rettangolari o quadrate. Seurat per un certo periodo lavora assieme a Paul Signac (1863-1935). Essi dipingono splendide tele accostando una miriade di punti colorati. I colori che utilizzano sono colori puri e non mescolati, bensì accostati tra di loro così da creare luminose sfumature.

Il pittore svizzero Paul Klee (1879-1940) descrive attraverso il puntinismo, composizioni astratte di forme geometriche, riuscendo a dare alla superficie una vibrazione, un movimento.

L’artista fumettista statunitense Roy Lichtenstein (1923-1997), negli anni Sessanta, utilizza una particolare retinatura tipografica per le stampe dei suoi fumetti che svela, in un finto ingrandimento, una fitta trama puntinata delle sue opere.

Lucio Fontana (1899-1968), utilizza il punto in modo reale, ossia creando dei fori sulle tele, nella serie di opere “Concetto spaziale”, a volere rappresentare il foro come una porta attraverso il quale l’osservatore dell’opera è spinto simbolicamente a guardare.

ing. Anita Nuzzi

Paul Klee, Ad Parnassum, 1932

Paul Klee, Ad Parnassum, 1932

Georges Seurat, Una domenica alla Grande-Jatte (1884-1886; olio su tela, 207 x 308 cm; Chicago, The Art Institute)

Georges Seurat, Un bagno ad Asnières, 1886

Il pino di Saint Tropez (1909). FOTO: Università Francisco Marroquín

Paul Signac – Il pino di Saint Tropez – 1909

 

 Anita Nuzzi – ingegnere, fondatrice di Inàrfose

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